È uscito per la Ubulibri in edizione limitata

RONCONI SECONDO QUADRI

a cura di Leonardo Mello

introduzione di Maria Grazia Gregori

 

Con questo volume Ubulibri, la casa editrice dedicata allo spettacolo e fondata da Franco Quadri alla fine degli anni Settanta, torna a proporre una pubblicazione, a cinque anni dalla scomparsa del critico ed editore.

 

I suoi spettacoli, dall’Orlando furioso alle Baccanti, da Ignorabimus di Arno Holz ai Fratelli Karamazov di Dostoevskij, per citare solo alcuni titoli, rappresentano un’enciclopedia di tutto ciò che può essere teatrabile e può divenire, aldilà delle forme, oggetto di studio in vista di una futura rappresentazione. Il suo unico e geniale approccio al teatro vive, ovviamente, del contesto culturale in cui si va mano a mano inscrivendo.

Testimone attento, spesso imprescindibile, la maggior parte delle volte appassionato è Franco Quadri, il più importante critico teatrale del nostro tempo, che con dovizia di particolari racconta l’arte di Ronconi attraverso più di novanta recensioni, che inglobano anche i numerosi episodi in cui il regista, prescindendo dal mero ricavo di una produzione vera e propria, mette alla prova allievi-attori che diventeranno, nel corso dei decenni, protagonisti dei palcoscenici nazionali e internazionali. Come frammenti di una trama unitaria, queste numerose e solitarie tessere rivivono in un racconto squisitamente - ma non esclusivamente - teatrale, in cui è possibile rileggere anche il nostro recente passato.

Con questo volume Ubulibri, la casa editrice dedicata allo spettacolo e fondata da Franco Quadri alla fine degli anni Settanta, torna a proporre una pubblicazione cartacea, a cinque anni dalla scomparsa del critico ed editore. 

 

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Parlando dell’Orestiade (...) Quadri svolge una riflessione a tutto tondo che si discosta alquanto dalla semplice attività critica e saggistica. Nella loro reciproca conoscenza, che durerà per un altro quarantennio, sarà sempre così. Il rapporto tra Ronconi e Quadri si sviluppa infatti fin da quando, nei primi anni Sessanta, il regista ancora cercava la sua strada come attore. La vicinanza che si stabilisce sin dall’inizio accompagna i due per tutta la vita, e ha un valore emblematico: l’artista cerca il critico, il critico segue con passione, come «dall’interno», i lavori dell’artista. Ma le declinazioni di questa relazione privilegiata, che ha contraddistinto quel lunghissimo periodo di tempo, sono plurime, e non si possono certamente ridurre [...] alla sola dimensione della recensione, per quanto essa resti elemento centrale nell’elaborazione e nell’esposizione critica.

da Leonardo Mello, Il teatro e il racconto, in "Ronconi secondo Quadri", Ubulibri, Roma, 2016

 

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Quando ho conosciuto «davvero» Franco, perché da molto sapevo chi fosse, che cosa facesse, dove scrivesse e poco a poco siamo diventati amici per davvero con nessunissima, neppur velata, superiorità da parte sua e con nessun timore reverenziale da parte mia, fra noi quasi subito Luca diventò un argomento importante nei nostri discorsi. Del resto da tempo LR faceva parte del Pantheon di Franco che ne aveva riconosciuto presto la grandezza, la qualità, la profondità, schierandosi spesso al suo fianco in molte battaglie nei confronti di istituzioni che stendevano attorno a lui quasi un cordone sanitario e contro una critica teatrale in larga parte un po’ vecchiotta, tanto da sceglierlo come compagno di strada nel famoso, contestato ma fondamentale Convegno di Ivrea (1967) che sdoganò, riconoscendo il suo insostituibile ruolo, tanto nuovo teatro italiano. Da parte mia quando Franco, magari fra un rimbrotto e l’altro, si lasciava andare a qualche confidenza mi sono ben presto resa conto di che qualità, di che profondità fosse il rapporto che legava quei due. Un rapporto che nasceva dal teatro e che nel teatro cercava la sua strada, un rapporto che è stato segnato da un pudore estremo che non misconosceva il riso e la spensieratezza qualche confidenza ma che si fermava su di una soglia silenziosa che non si poteva superare. Per questo mi ha sorpreso quando Luca, alla morte di Franco, disse che solo in un momento, quando lui combatteva con la malattia che l’avrebbe poi portato alla morte, per la prima volta, durante una visita all’ospedale dove era ricoverato per cure, Franco si aprì fino in fondo con lui sulla sua vita con un bisogno di sincerità al quale forse lui, Luca, non aveva saputo rispondere e sentiva dolore per questo.

da Maria Grazia Gregori, Quei due, in "Ronconi secondo Quadri", Ubulibri, Roma, 2016

 

 

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Il prezzo è 18 euro.

  

Le librerie interessate alla vendita possono chiamare direttamente la Ubulibri
Angela Gorini Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

tel. 06.69317694

 

Leggi la recensione di Anna Bandettini su la Repubblica